Tampone bambini, gli esperti: «Lesioni a naso e gola e bimbi traumatizzati»

tampone ai bambini lesionati

Si spera che questa storia finisca prima possibile, perchè stanno massacrando le persone e specialmente i bambini, ricordatevi mamme che tutto quello che permettete di far subire ai vostri figli, perchè che i politici tengono caldo il loro posto al governo, un giorno vostro figlio chiederà spiegazioni … SIATE TIGRI DIFENDETE I VOSTRI FIGLI !!!!!

Politici, genitori ed esperti stanno mettendo in guardia sulle ripercussioni negative che il tampone può avere sui bambini.
La situazione è sfuggita di mano e i pediatri hanno iniziato a prescrivere tamponi anche per semplici raffreddori.
Nella maggior parte dei casi fanno effettuare il tampone senza neanche visitare i bambini per verificare l’effettivo stato di salute.
A riguardo ci sono stati vari interventi, sia di genitori demoralizzati e preoccupati per questa tecnica invasiva applicata ai loro figli, sia di politici ed esperti.

Zaia critica il tampone ai bambini in conferenza stampa

Durante la conferenza stampa del 28 settembre il governatore della Regione Veneto Luca Zaia ha parlato dei tamponi e di altri test alternativi meno invasivi.
«Non è intelligente infilare uno stecco nel naso di questi bambini ogni volta che hanno un raffreddore. Hanno ragione i genitori e tanto più i bimbi che piangono quando vanno a fare il tampone. Non tornano la seconda volta perché rimangono traumatizzati».
Ha poi menzionato la richiesta fatta per iscritto al Ministero della Salute e dell’Istruzione per introdurre i test rapidi nelle classi. Meno invasivi e con risposte in 20 minuti che permettono agli studenti di continuare a frequentare le lezioni se negativi.
«I professionisti medici e i pediatri di libera scelta devono tornare ad avere la facoltà di decidere se mandare un paziente a fare il tampone o no. Il pediatra conosce il suo piccolo paziente. Appena si tappa il naso bisogna fare il tampone?»
Ha poi aggiunto che anche se l’indicazione è di fare un tampone in presenza di un qualsiasi sintomo, per i bambini potrebbe voler dire farne più di dieci. «Diventa un trauma che non si tolgono più per tutta la vita. Dobbiamo tornare a lasciare la discrezionalità ai pediatri».
Il video che segue dimostra che, per quanto vogliano far passare il tampone come un’operazione innocua, per i bambini non è così.
La mamma a un certo punto alza la voce: «Mi girano i c***i, devono trovare un’altra maniera per fare i tamponi a questi bambini, non è regolare. Non è colpa vostra ma ci sto male».

Cosa dicono gli esperti

Anche i medici hanno qualche perplessità. Tra questi il professor Gian Vincenzo Zuccotti, del Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche Sacco e direttore della Clinica pediatrica dell’ospedale Buzzi.
Ha dichiarato a Il Giorno: «Siamo solo a settembre e ciò a cui stiamo assistendo, lo dico da pediatra, è un abuso di tamponi naso-faringei. Gli otorini stanno già segnalando lesioni in naso e gola. Non possiamo sottoporre i bambini a continui tamponi per far stare tranquilli noi adulti. Li stiamo traumatizzando».
Anche il professor Filippo Festini dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze si è esposto scrivendo una lettera aperta al giornale Quotidiano Sanità.

«Sono sconcertato dal gran numero di tamponi che vengono prescritti dai pediatri su bambini di ogni età e dal fatto che nessun genitore ha ricevuto informazioni sui rischi operativi intrinseci alle procedure del tampone».
Ha elencato alcuni rischi di cui i genitori non sono a conoscenza: la rottura del tampone e la conseguente inalazione, le lesioni alla mucosa nasale, orale e faringea, il trauma psicologico per il bambino e l’allarme sociale causato alle famiglie.
«Il numero abnorme di tamponi che vengono prescritti, l’assenza di informazione sui rischi e i racconti dei genitori sono evidentemente una spia che qualcosa in questo processo non funziona e deve essere urgentemente corretto».

Il professor Gian Vincenzo Zuccotti, del Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche Sacco e direttore della Clinica pediatrica dell’ospedale Buzzi: “Siamo solo a settembre e ciò a cui stiamo assistendo, lo dico da pediatra, è un abuso di tamponi naso-faringei, tanto che gli otorini stanno già segnalando lesioni in naso e gola. Non possiamo sottoporre i bambini a continui tamponi per far stare tranquilli noi adulti. Li stiamo traumatizzando”.Emerge anche un altro dato molto interessante dalla ricerca effettuata dal professore che ha illustrato durante la commissione Educazione-Politiche sociali-Pari opportunità di Palazzo Marino i risultati del progetto sperimentale di Sorveglianza sierologica dell’infezione da Sars-Cov-2 mediante test pungidito agli alunni delle scuole di Milano prima dell’inizio delle lezioni, il dato è che le fasce di età più giovani sono quelle che hanno contratto maggiormente il virus contrariamente a quanto detto finora.”Abbiamo consegnato 6 mila kit a bambini e ragazzi dai 3 ai 18 anni di 14 scuole cittadine – racconta Zuccotti –. Ce ne sono stati restituiti 3 mila. Il 3,2% dei giovani che hanno effettuato il test è risultato positivo agli anticorpi, quindi ha avuto il Covid. Di questi 91 bambini e ragazzi, però, nessuno è risultato ancora positivo al virus. 6% di positivi al test tra i 3 e i 6 anni, 4% tra i 6 e gli 11, 2% tra gli 11 e 18″.Questo invece di allarmare, dovrebbe far capire, a chi ha ancora un poco di sale in zucca, che se i più piccoli sono coloro che maggiormente hanno avuto il Covid, TUTTI i familiari/contatti attorno ad essi (genitori, fratelli maggiori, nonni, zii, babysitter, maestri vari etc) avrebbero dovuto ammalarsi gravemente o anche solo lievemente in questi mesi di convivenza e vacanze e non è successo. Non è successo, punto.

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