Didattica a distanza per le superiori e coprifuoco alle 22: le ipotesi

Didattica a distanza per le superiori e coprifuoco

Il governo starebbe pensando alla didattica a distanza per le superiori e ad un coprifuoco alle 22: l’annuncio potrebbe essere in giornata.

Il continuo aumento dei casi positivi dei coronavirus – seguito ad un considerevole incremento dei tamponi effettuati – starebbe spingendo il governo a varare nuove misure restrittive: sul campo ci sono la didattica a distanza per gli studenti delle scuole superiori e l’imposizione di un coprifuoco alle 22.

Secondo un’indiscrezione de La Stampa proprio oggi, venerdì 16 ottobre 2020, Conte potrebbe annunciare l’immediata chiusura anticipata dei locali.

È una cosa molto probabile” hanno ammesso a Palazzo Chigi, dove stanno arrivando molte pressioni dai cittadini per fermare quel che resta della movida ma dove gli esperti ritengono sia meglio intervenire ora che rischiare un lockdown tra una settimana. Il premier Conte è stato categorico: “Chiudere tutto sarebbe troppo dannoso, proprio adesso che l’economia mostra segni di ripresa, anche se solo per un paio di settimane, è una cosa che non esiste.

Dobbiamo aspettare tra i 14 e i 21 giorni per capire gli effetti delle misure attuali, dalla mascherina all’aperto al limite di sei ospiti a casa“.

Chiusura attività commerciali

Le chiusure, nelle zone dove l’indice di contagio è superiore a 1, dovranno riguardare punti di aggregazione come circoli, palestre, ed esercizi commerciali non essenziali come parrucchieri e centri estetici. Mentre lo smart working dovrebbe diventare la forma ordinaria di lavoro in tutto il Paese.

Didattica a distanza per le superiori: l’ipotesi

La prima pista non troverebbe l’accordo del Premier Conte, che ha definito la decisione della Campania di chiudere le scuole “facile ma non un bel segnale per i cittadini” e nemmeno del ministro dell’Istruzione Azzolina, che chiede di non vanificare gli sforzi fatti per riaprire gli edifici scolastici.

Dall’altro lato però le Regioni premono e chiedono di valutare la didattica da remoto per gli studenti degli istituti superiori. Bonaccini per esempio ha proposto di arrivare al 50% di didattica digitale alternando casa e scuola.

Resta ora da attendere la decisione del governo su questo fronte. Governo che sembra invece più deciso sulla volontà di fermare la movida notturna. A breve è infatti atteso un Consiglio dei Ministri dove non è escluso che si vari un nuovo provvedimento che imponga a bar, ristoranti e altri pubblici esercizi di chiudere alle 22 anziché alle 24 come stabilito dal decreto in vigore.

L’obiettivo è quello di non tornare ad un lockdown nazionale, “troppo dannoso proprio adesso che l’economia mostra segni di ripresa“, come invece paventato da alcuni virologi tra cui Andrea Crisanti. Per questo l’intenzione è quella di procedere a chiusure graduali e valutare man mano e di volta in volta i risultati delle strette per capire se imporne altre.

Fonte: notizie.it

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