VITTORIO SGARBI – I figli sono delle madri. Mamme di tutto il mondo unitevi! Il 5 settembre a Roma!

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SALVIAMO I BAMBINI DALLA DITTATURA. IL 5 SETTEMBRE A ROMA.

Alle ore 10 Piazza del Popolo sarà invasa da migliaia di italiani.

Sono mamme, papà, lavoratori, commercianti, artigiani, partite IVA, ribelli e italiani liberi che sono pronti a combattere per i propri figli e il proprio futuro, che chiedono lavoro e dignità, che non hanno creduto alla pandemia e lottano contro la carestia.

È l’Italia profonda che odia le sinistre perché vendute all’internazionale Dem, a Gates e Soros, a Obama e Clinton. Che ha capito che il “pericolo giallo” è imminente, pronta ad innalzare i tricolori contro la tirannia mondialista.

È l’Italia che schifa Salvini , la Meloni e tutte le false opposizioni in mascherina, che si sono messi supini di fronte agli arresti di massa, ai provvedimenti anti Covid e hanno tradito il popolo.

È l’Italia libera, contro tutti i partiti, contro il sistema, fuori dai ritmi imposti. Un popolo unito e plurale, tante verghe di un sol fascio, tanti rivoli che convergono nel fiume della libertà.

È una marea che monta, è l’unione di movimenti antagonisti e rivoluzionari, socialnazionali e nazionalpopolari. Sono associazioni, Onlus, gruppi nati su Facebook.

Sono quelli della manifestazione di Pasqua contro la quarantena. Sono quelli scesi in piazza in pieno lockdown il 25 aprile ed il 1 maggio. Sono le piazze del 30 maggio, del 2 giugno e del 6 giugno.

Sono le mobilitazioni che non hanno mai cessato, sono gli italiani disposti ad innalzare i tricolori contro la dittatura sanitaria, finanziaria e giudiziaria.

Il 5 settembre a Roma ci saranno gli uomini e donne d’Italia che non si faranno vaccinare, controllare, sorvegliare e distanziare. Ci saranno quelli che non vogliono più farsi rinchiudere, in trincea contro un nuovo lockdown, pronti ad innalzare le barricate contro lo Stato di Polizia e la tirannia delle mascherine.

CARTA PREPAGATA NON PIGNORABILE

Eccoli gli italiani del 5 settembre, gente laboriosa, libera e ribelle.

“Sono Adriana Perugini ristoratrice su Roma, ridotta al collasso economico dovuto all’emergenza covid. Scendo in piazza per reclamare i miei diritti, voglio lavorare non voglio fallire”.

Poi c’è Manuel, ragazzo di Ostia, cuore impavido, sempre in prima linea dal 30 maggio: “Sono Manuel Sannino di Roma, sono un padre, un imprenditore e un italiano fiero, ho deciso di scendere in campo il 5 settembre con tutte le mie forze per salvare il nostro paese, le nostre origini, i nostri figli e le nostre libertà violate, in nome di un sistema disumano, che traccia, monitora e controlla ogni nostro movimento, contro questo sistema che fa delle nostre vite e di quelle dei nostri bambini un gioco perverso, oscuro e irresponsabile, che svende le nostre identità in nome di quegli interessi che stanno affossando l’umanità intera! Decido di combattere per il paese più bello del mondo, per la patria che tutti decantano, ma pochi ormai sentono propria in maniera viscerale, per chi è stato abbandonato, per chi è perseguitato, per chi soffre e non ha supporto, aiuto o sostegno alcuno, decido di scendere perché se non lo facessi i rimorsi mangerebbero la mia anima , perché se ami la tua terra e la tua gente è un tuo dovere difenderla con le unghie e con i denti anche a costo della vita”.

C’è Forza Nuova, impegnata in una battaglia senza quartiere contro l’OMS, che giovedi presenterà il simbolo nuovo – una rondine all’interno di un cerchio tricolore – ed il manifesto di lotta contro le dittature. In sostegno dello storico movimento socialnazionale sono arrivati il professor Pierfranceco Belli, l’avvocato Carlo Taormina, l’economista anti U.E. Nino Galloni e il giornalista d’assalto e di controinformazione Max Massimi.

Ci sono oltre 100 sigle, da Salviamo i bambini dalla dittatura sanitaria a Italexit.

Queste le parole di  Domenico Bernardo di RRR, Resistenza Ribellione Rinascita: “Sono padre di tre figlie il 5 settembre scendo in piazza per il loro futuro e per il futuro di tutti i bambini. Contro questo governo corrotto e dittatoriale”.

C’è L’elmo di Scipio associazione capitanata da Chiara Andrea Cianflone: “Il 5 scendo in piazza perché nella vita non bisogna mai rassegnarsi, chinare la testa al potere, vietato arrendersi alla mediocrità, dobbiamo uscire da quella zona in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva, bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi”.

UNA CENA ROMANTICA A PORTO CERVO

Da Milano a Bari ecco Roberto Falco, combattente pugliese di  Futuro Italia: “Sono imprenditore padre e nonno ed e proprio per questo che il 5 settembre scendo in piazza per dare un futuro dignitoso alle nuove generazioni e estinguere un sistema politico corrotto e subdolo che ha messo in ginocchio una nazione è un popolo superlativo come l’Italia e gli italiani”.

Poi c’è Guido Prencipe di Rialzati Italia e Tana libera tutti giù le mani dai bambini: “Sono un imprenditore, padre di un ragazzo che tra pochi mesi raggiungerà la maggior età, scendo in piazza il 5 settembre perché non vedo un futuro per tutti i ragazzini e neanche per noi, scendo in piazza perché credo che ognuno di noi debba essere tutelato da questa nazione, ognuno di noi dovrebbe condurre una vita dignitosa per se e la propria famiglia, sono fiducioso in un cambiamento radicale della nostra Italia”.

Sono moltissimi i volti della protesta. Da Luca Gardin di Brescia all’ormai famoso Ciccio della Magna di “marcia su Roma”, tanti italiani che da si uniranno ancora da qua al 5 settembre.

Come una lava, inesorabile, che calerà su Roma e la invaderà, forti della voglia di libertà che il popolo italiano reclama e pretende.

E dal sito di Korazym.org di ieri rilanciamo volentieri queste ulteriori delucidazioni:

pubblichiamo:

  • un “Appello per il 5 settembre” per una piazza di libertà a Roma, rivolto a medici, attori, cantanti, giornalisti liberi, sportivi, intellettuali, artisti, economisti, uomini liberi, “ad unirsi al raduno contro la dittatura sanitaria, finanziaria e giudiziaria”
  • una lettera indirizzata all’Arcivescovo Carlo Maria Viganò da un’associazione di genitori, che per il prossimo 5 settembre danno vita a un’iniziativa a tutela della salute fisica, morale e spirituale dei loro figli, a firma di Rosaria Mangia e Giuliano Castellino;
  • una lettera rivolta a tutte le Mamme d’Italia dell’Arcivescovo Carlo Maria Viganò, in risposta alla lettera di Mangia e Castellino, un invito alla buona battaglia e la benedizione della piazza del 5 settembre.

Al via il ‘Raduno del 5 settembre’: “Salviamo i bambini dalla dittatura sanitaria”, che promuove l’incontro a Roma del ‘Popolo delle Mamme’, supportate dai papà e dai nonni, nonché da associazioni, comitati, gruppi e dai movimenti, che ritengono l’impianto legislativo della scuola affetto da illegittimità costituzionale e, comunque, dannoso per la salute psicofisica e per il futuro dei bambini.

RM Agency

“Salviamo i bambini dalla dittatura sanitaria” è un gruppo nato sul social Facebook il 6 giugno 2020, spontaneamente, in supporto di tante mamme italiane, che hanno sentito la necessità di unirsi e agire, con strategie e azioni concrete, per opporsi all’applicazione delle leggi “Lorenzin e Azzolina”, in palese antitesi con la salute e il benessere dei bambini.

Appello agli uomini liberi, per una piazza di libertà
A medici, attori, cantanti, giornalisti liberi, sportivi, intellettuali, artisti, economisti, uomini liberi, per unirsi al raduno del 5 settembre a Roma, contro la dittatura sanitaria, finanziaria e giudiziaria

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