Positiva al tampone ha un infarto ma risulta morta per coronavirus

per o con

SASSARI. È morta d’infarto, ma era stata sottoposta al tampone ed era risultata positiva: per questo il decesso di una donna di 91 anni a Sassari è stato catalogato come “morte per Covid”.

Art. sulla Nuova Sardegna

https://www.lanuovasardegna.it/regione/2020/09/06/news/positiva-al-tampone-ha-un-infarto-ma-risulta-morta-per-coronavirus-1.39276542?fbclid=IwAR3XbKonwtsNZZX3ThrxBaPD5cKrQdJFWI8Kiy-4Ol0x3FTw_qVkO15_0R8


Il paragone

Covid, numeri dei decessi gonfiati: ci sono negativizzati e morti per incidente

Qualcuno, anche nell’immediato, questo dubbio lo aveva sollevato: possibile che nel pieno dell’emergenza Covid, tutti i decessi siano avvenuti a causa del coronavirus? I numeri, infatti, sembravano troppo alti, e qualche conto non tornava. E così è bastato spulciare un po’ meglio le cartelle cliniche e i dati per capire che non tutto era come sembrava. E, ahinoi, continua a essere così. “Non importa di cosa si muore, se nella vita si è stati almeno una volta positivi al Covid, al momento del trapasso (per altre malattie, vecchiaia o incidenti stradali) si finirà nella casella delle vittime della pandemia”. Sembra incredibile, ma è vero. Ed è scritto nel bollettino della Protezione civile che spiega il singolare picco di morti del Veneto, registrato in questo ultimo mercoledì agostano.

A raccontare tutto è Fabio Amendolara in un suo pezzo per La Verità. “Si trattava di pazienti contagiati dal virus nei mesi scorsi, nel frattempo negativizzatisi, ma che su indicazione del ministero della Sanità vanno registrati comunque come soggetti con infezione da Covid. Se nella prima fase dell’emergenza questa pratica poteva avere un senso, perché non si conosceva ancora la durata della malattia, questi criteri oggi rischiano di falsare tutte le statistiche. Per il ministero della Salute, quindi, tutti i positivi al virus (guariti compresi) deceduti per qualunque motivo vanno sommati al totale dei soggetti uccisi dalla pandemia. Un pasticcio statistico che spiega il picco del Veneto”.

Il bollettino con i dati del Veneto diffuso dalla Protezione civile mercoledì svela che nel conteggio dei decessi per coronavirus finiscono perfino i guariti e i negativizzati. Persone morte a casa loro, probabilmente per l’aggravarsi di patologie preesistenti. “Ma siccome nella loro storia clinica è presente il coronavirus, secondo il ministero della Salute devono sommarsi ai deceduti per Covid. Ora, paradossalmente, se un ex paziente Covid, magari asintomatico, si pianta con l’auto contro un guard rail e ci lascia le penne il suo nome viene piazzato, per volere del ministero della Salute, tra i morti per coronavirus, andando a rimpolpare la già non esigua statistica”.

Seguendo questo principio, i 263.949 “casi accertati” in Veneto ieri, saranno in futuro tutti morti per coronavirus. Anche tra un anno, due, tre. Dall’ufficio stampa dell’Iss, contattato dalla Verità, dopo una veloce consultazione con gli esperti dell’Istituto, fanno sapere che “è una malattia ancora in fase di studio, che non si conoscono bene le conseguenze a lungo termine di questo virus e che i pazienti contagiati, seppur negativizzati, potrebbero morire dopo diverso tempo comunque per i danni causati dal coronavirus”. Questo è il motivo. E ora i dubbi sulla gestione dei numeri e della reale portata di questo virus non fanno che aumentare. Si attendono chiarimenti dal ministero.

Fonte Il Paragone