Dr. Mariano Amici – ho vinto il ricorso al TAR sui vaccini vincerò quello sui tamponi – tutti i cittadini potranno richiedere i danni allo stato

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RIAVVICINAMENTO SOCIALE: il punto di vista di Forza del Popolo sulle questioni giuridiche e sanitarie in atto. (Convegno promosso dal movimento “Forza del Popolo”, Milano, 17.10.2020). Relatore: Dott. Mariano Amici, medico di base presso ASL Roma 6, membro del comitato di scopo “Mille Medici per la Costituzione”, promotore di una class action sull’inattendibilità dei tamponi quale strumento di diagnosi COVID-19.

Nell’ambito delle sindromi influenzali, il virus dell’influenza incide solo nel 10% dei casi. Perché i cattedratici della Scienza e della Medicina fanno finta di non saperlo? Se la diagnosi di Covid è basata solo sul tampone, ci troviamo di fronte a una diagnosi erronea o incompleta, in quanto il test PCR da solo, è fuorviante e inattendibile. Lo dice chiaramente il Dottor Mariano Amici: “il tampone non è uno strumento diagnostico”.

Questo è un crimine che il Dottor Amici ha denunciato grazie alla perizia offerta da quattro ricercatori di fama internazionale: Il Prof. Scoglio, il Dott. Franchi, il Dott. Montanari, la Dott.ssa Gatti. Alla luce di tali fatti appare possibile una strategia internazionale che mira a tutt’altro disegno politico, finanziario e sociale: i tamponi sembrerebbero avere come altro scopo quello di diffondere caos nella popolazione, fornire numeri utili all’aumento dei “casi” Covid come pretesto per l’insediamento di un regime politico-sanitario; cui segue, proprio a causa del test, anche uno sperpero di denaro pubblico a favore di case farmaceutiche. Il Dott. Amici fa un appello ad ognuno di noi e ci invita a sporgere la sua stessa denuncia.

Modello denuncia presso Studio Legale Massafra: http://www.studiomassafra.com/news-e-…

Recentemente il TAR del Lazio ha accolto il ricorso presentato dal Dottor Mariano Amici in cui viene richiesta la sospensione dell’ordinanza della Regione Lazio che rendeva obbligatoria la vaccinazione anti-influenzale per gli over 65 di età e per tutto il personale sanitario. Nelle motivazioni della sentenza, il TAR ha spiegato che la “normativa emergenziale Covid-19 non ammette simili interventi regionali in materia di vaccinazioni obbligatorie”. Analogamente, e non solo in materia scientifica e medica, sono inconciliabili le modalità di ordine giuridico, sociale ed etico nell’obbligo di tali procedure per finalità di dubbia efficacia sanitaria.

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